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Dopo 40 giorni di viaggio oggi mi sono fermato completamente. Un vero giorno di riposo. Nelle grandi città, dove mi sarei dovuto riposare, in realtà ho faticato più di quando pedalavo 100 km al giorno. Durante il viaggio spesso mi hanno chiesto di parlare della mia fame ma non mi era semplice. Ho spiegato che in bicicletta non bisogna mai avere fame, si mangia in anticipo, è una partita che si gioca a tavolino e per questo poco interessante da raccontare. Quando uno si ferma invece si, il corpo si

Viaggio liscio e veloce. È nello spirito del viaggio farsi un po’ di riposo nelle grandi città, anche per fotografare. Per cui i due giorni di riposo vanno tutti a Berlino. Riposo alla fine solo per il sedere perché per il resto ho fatto decine di chilometri a camminare in giro per la città. Arrivo nella stazione centrale che mi era rimasta impressa già nel 2008. Vicino ci sono le spiagge e vado subito verso il parlamento dato che si intravvede la cupola dove voglio salire. Arrivo lì e scopro

Dopo giorni di freddo e di pioggia decido di puntare dritto su Hannover dove ci sono Felix e Yukiko che partono per il Giappone dopo pochi giorni per cui è l’unica occasione che ho per vederli. Farò unescursione in treno a Berlino. Vado a Göttingen e la cosa che mi stupisce di più è il fiume di biciclette parcheggiate alla stazione dei treni. Si vado in stazione solo per motivi di tempi, per riuscire a vedere Yukiko che non vedo dal 2008, quando andammo a trovarla ad Amburgo. Yukiko la

dopo due giorni di maltempo oggi è andata un po’ meglio. Temperatura fredda ma accettabile. Il saluto con la signora all’hotel è stato molto carino. Strada finalmente scorrevole ma vento forte contrario tutto il giorno. Un ciclista voleva portarmi sulle ciclabili ma ho rifiutato, mi avrebbero rallentato. Sono arrivato presto, tappa di 80 km e domani sarà dura, 120 km fino a Hannover dove ci sono Yukiko e Felix che mi aspettano.

La giornata inizia in modo fantastico. Dopo aver fatto colazione e pagato vado in stanza. Mentre esco dalla doccia sento bussare e mi trovo la signora alla quale ho pagato chemi si presenta con i cinquantacinque euro in mano. Dice che il boss a visto il progetto dal volantino che ho lasciato e ha deciso di fare una donazione pari alla somma pagata. Prima non voglio accettare, poi ho pensato a Paolo Del Ferraro che mi ha fatto le medagliette per ringraziare chi mi aiuta e così decido al volo

Super colazione, preparo anche due panini da portarmi via. Olio su rapporti e catena e si parte. Cerco di fare la strada ma il navigatore mi porta sempre verso le autostrade per cui continui cambiamenti di rotta fanno aumentare quelli che dovevano essere 120 km. I paesaggi immensi e una luce pazzesca mi muovono tante riflessioni e visioni. La cosa più buffa è che immagino Donald Trump in uno di questi carrellino per bambini, portato da ne in giro per fargli apprezzare la bellezza.  I jet ti catapultano nei luoghi

La mattina vado in centro per vedere la città. Poi parto. Il primo tratto è tranquillo, fuoristrada. È difficile spiegare la sensazione che si ha quando si apre un nuovo percorso, strade sconosciute. In questo periodo i campi sono rigogliosi, orzo, grano, verdure. Poco più di 100 km diventano in realtà 120 per i cambiamenti di percorso. Trovo un amico, Peter, che mi fa strada per una ventina di km quando sono a circa 50 km dall’arrivo. L’hotel è in mezzo alle montagne e ad accogliermi ci sono una coppia

La tappa fino ad Augusta è stata ricca di visioni. Mi sto adattando a pedalare con la voce del navigatore nell’orecchio. L’uscita da Monaco è stata lunga ed è interessante vedere come cambia l’aspetto urbano, il ritmo e la gente. Mi colpiscono subito i tanti corsi d’acqua, fiumi e canali. Sottopassaggi tratti di strada sterrata si susseguono e si capisce subito che i percorsi saranno molto vari. Incontro un mercatino, faccio due foto, compro un po’ di pane e si riparte. Cerco di trovare il ritmo per fare foto e

È la seconda volta che vengo a Monaco e questa volta mi ha lasciato il segno. Periferie stupende, spazi verdi infiniti, piste ciclabili ovunque. Tante donne in bici con i bambini nel carrellino. Fluidità e un senso di serenità, oserei dire anche legalità. Insomma proprio belle sensazioni.  L’architettura non mi ha colpito molto, in ogni caso rimane una delle città più interessanti che abbia visitato. Domani si parte verso Augusta.